Il Bit del Mercoledì
Un binario, duemila stazioni, un unico modello digitale
Chi ha mai provato a orientarsi in una grande stazione affollata sa quanto sia complessa una struttura che sembra, in apparenza, semplice: sale d’attesa, binari, negozi, ascensori, impianti elettrici e migliaia di persone che si muovono ogni ora. Moltiplicando questa complessità per migliaia di stazioni sparse su un intero paese si capisce perché anche il settore ferroviario abbia deciso di costruirsi un gemello digitale.
RFI e il progetto MobiLAND: l’Italia premiata a livello internazionale
In Italia il protagonista di questa trasformazione è Rete Ferroviaria Italiana, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce binari, stazioni e impianti. RFI ha sviluppato una piattaforma chiamata MobiLAND, pensata proprio per creare il Digital Twin delle stazioni ferroviarie: l’obiettivo è portare oltre duemila stazioni su un’unica piattaforma geografica, migliorando gestione, efficienza e, soprattutto, l’esperienza di chi viaggia ogni giorno. Non si tratta solo di monitorare i binari, ma anche gli spazi commerciali, gli impianti di manutenzione e i fabbricati dedicati ai servizi per i passeggeri.
Questo lavoro è stato riconosciuto anche fuori dai confini italiani: alla conferenza internazionale Esri del 2025, che ha riunito oltre duemila partecipanti e cento progetti presentati, RFI ha ricevuto il premio Digital Twin per aver saputo unire in modo innovativo i dati geografici a quelli del modello BIM, portando per la prima volta il sistema GIS dall’esterno all’interno degli edifici delle stazioni. È un po’ come se, oltre alla mappa della città, si avesse anche la mappa dettagliata di ogni singola stanza di ogni singolo edificio, il tutto collegato in un solo grande database consultabile in tempo reale.
Accanto a RFI lavora Italferr, la società di ingegneria del gruppo, che sviluppa gemelli digitali degli asset ferroviari capaci di offrire una visione integrata e predittiva delle opere lungo tutta la loro vita utile, dalla progettazione fino alla manutenzione quotidiana. Un caso concreto arriva da un progetto condotto tra il 2023 e il 2024 su un cavalcaferrovia in carpenteria metallica: qui il Digital Twin non è stato usato solo per visualizzare la struttura, ma anche come supporto operativo per capire come si comportava sotto il peso e le vibrazioni del traffico ferroviario reale, informazione preziosa per decidere quando e come intervenire.
La Germania costruisce il gemello digitale di un intero paese
Se in Italia la scala è quella delle singole stazioni e dei singoli ponti, in Germania il progetto ha un respiro ancora più ampio. Digitale Schiene Deutschland, la divisione di Deutsche Bahn dedicata alla digitalizzazione, sta costruendo insieme a Nvidia un gemello digitale dell’intera rete ferroviaria tedesca, la più grande dell’Europa occidentale: cinquemilasettecento stazioni e trentatremila chilometri di binari. L’obiettivo finale è arrivare a un sistema in cui i treni possano circolare in modo automatizzato, con distanze di sicurezza ridotte tra un convoglio e l’altro, aumentando la capacità della rete senza dover costruire nuovi binari.
Cosa cambia davvero per chi viaggia
Dietro a tutta questa tecnologia c’è un obiettivo molto concreto: ridurre i ritardi dovuti a guasti imprevisti, individuare prima un problema a un binario o a uno scambio, e rendere le stazioni più semplici da gestire e da vivere. Un gemello digitale ben costruito permette a un tecnico di sapere, prima ancora di uscire dall’ufficio, quale parte dell’impianto ha bisogno di attenzione, esattamente come un medico che conosce già i risultati degli esami prima di ricevere il paziente.





