Il Bit del Mercoledì
Un aeroporto che si allena prima di andare in scena
Un grande scalo gestisce ogni giorno migliaia di persone, decine di aerei che decollano e atterrano quasi ogni minuto, bagagli, piste, gate e mezzi di terra che si muovono in contemporanea. È come dirigere un’orchestra enorme in cui ogni musicista può cambiare tempo all’improvviso. Anche qui il gemello digitale sta diventando lo strumento con cui aeroporti e compagnie aeree provano a restare sincronizzati.
SACBO a Bergamo e il progetto AVIO
In Italia il caso più recente arriva da Milano Bergamo, il terzo scalo nazionale dopo Fiumicino e Malpensa con oltre diciassette milioni di passeggeri nel 2024. La società di gestione SACBO ha avviato, insieme a TXT e tech, Sorint.TEK e l’Università di Pavia, il progetto AVIO, cofinanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso il PNRR. L’obiettivo è costruire un gemello digitale dello scalo capace di raccogliere in tempo reale immagini dalle telecamere già presenti sul campo e riconoscere automaticamente cosa sta succedendo a terra: un mezzo che si muove nel punto sbagliato, un aereo che arriva in anticipo, un’area che si sta congestionando. Tutte queste informazioni confluiscono in un unico centro di coordinamento operativo, dove chi gestisce lo scalo può decidere con più rapidità cosa fare.
Il gemello digitale di Bergamo avrà anche un secondo utilizzo, forse meno visibile ma altrettanto importante: la formazione. Gli operatori di terra potranno addestrarsi in realtà virtuale dentro una copia fedele dell’aeroporto, provando situazioni di emergenza o procedure delicate senza alcun rischio reale, un po’ come un pilota che si esercita al simulatore prima di volare su un aereo vero.
Changi, l’aeroporto che si guarda dall’alto in tempo reale
Fuori dai confini italiani, l’esempio più citato è quello di Singapore Changi, considerato da anni il punto di riferimento mondiale per l’innovazione aeroportuale. Changi gestisce circa un volo ogni ottanta secondi e ha costruito un gemello digitale dell’intero scalo che permette di individuare in anticipo i punti in cui potrebbe formarsi congestione, per esempio quando più voli atterrano nello stesso momento, e di riassegnare gate o risorse prima che il problema diventi visibile ai passeggeri. La tecnologia è stata usata fin dalla progettazione del Terminal 4, dove ha permesso di pianificare gli spazi e simulare scenari operativi prima ancora dell’apertura.
I risultati parlano chiaro: il programma di monitoraggio in tempo reale degli impianti ha portato a una riduzione del 15% dei tempi di fermo delle apparecchiature e a un miglioramento del 20% nella gestione delle code ai controlli.
Leonardo e il gemello digitale che vola prima ancora di volare
Il discorso cambia scala se dagli aeroporti si passa agli aeromobili veri e propri. Leonardo, tra i principali gruppi aerospaziali italiani, ha sviluppato quello che definisce un elicottero digitale: un gemello virtuale capace di replicare motori, ali, cabina e impianti elettrici e idraulici di un velivolo, tenendo tutte queste componenti sincronizzate tra loro. Questo modello viene usato per la manutenzione predittiva, per addestrare i piloti anche su scenari estremi impossibili da riprodurre in volo reale, e persino per ottenere commesse internazionali: il Dipartimento della Difesa statunitense ha dichiarato che in futuro accetterà forniture solo da aziende in grado di garantire prodotti sviluppati con un digital twin.
Anche a livello globale la logica è la stessa. Le compagnie aeree utilizzano sempre più spesso gemelli digitali dei motori per prevedere guasti prima che si manifestino: uno studio di settore ha stimato che questo approccio può ridurre fino al 30% i costi di manutenzione e del 40% gli interventi non programmati. È come se ogni motore avesse un check up continuo, invece di aspettare la classica revisione ogni tot ore di volo, riducendo drasticamente il rischio di un guasto a sorpresa.
Lo stesso principio, in cielo come su strada
Che si tratti di un ponte, di una nave, di un treno o di un aereo, l’idea di fondo resta identica: raccogliere dati reali, costruire un modello capace di interpretarli e usarlo per anticipare i problemi invece di subirli. Negli aeroporti e nel mondo aeronautico questo significa meno ritardi, meno voli cancellati all’ultimo momento e una manutenzione più intelligente, capace di intervenire quando serve davvero, non prima e non dopo.





