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Il Bit del Mercoledì

Come le strade imparano a conoscersi da sole

Immagina di portare l’auto dal meccanico e che lui non debba nemmeno aprire il cofano: sa già tutto quello che succede dentro, in tempo reale, perché ogni componente gli manda dati continuamente. Sembra fantascienza, ma è più o meno quello che sta succedendo alle nostre strade e autostrade grazie al BIM e al Digital Twin, il modello che accompagna un’infrastruttura dalla progettazione fino alla sua vita quotidiana, aggiornandosi costantemente con i dati raccolti sul campo.

L’Italia che fa scuola: ANAS e Autostrade per l’Italia

In Italia uno dei casi più interessanti è quello di ANAS, l’ente che gestisce la rete stradale e autostradale statale. Negli ultimi anni ANAS ha costruito un sistema informativo che raccoglie dati su oltre trentamila chilometri di strade, quattordicimila tra ponti e viadotti e centinaia di gallerie. Per farlo utilizza laser scanner, georadar e droni che sorvolano le infrastrutture più critiche, alimentando un modello digitale sempre aggiornato. È un po’ come se ogni ponte avesse una cartella clinica personale, consultabile in ogni momento dai tecnici che devono decidere dove intervenire prima che un problema diventi serio.

Anche Autostrade per l’Italia sta seguendo questa strada, letteralmente. Sul Viadotto del Vernetto, lungo l’A32 del Traforo del Frejus, e sul Ponte Talloria, sull’autostrada Asti Cuneo, è stato avviato un sistema di monitoraggio che unisce sensori, intelligenza artificiale e Digital Twin. L’obiettivo è passare dalla manutenzione programmata, quella fatta a scadenze fisse, alla manutenzione predittiva, capace di individuare una crepa o un cedimento prima che diventi visibile a occhio nudo. È la stessa logica con cui uno smartwatch avvisa che il battito cardiaco è anomalo prima ancora che la persona senta qualcosa.

Nel resto del mondo: dalla Norvegia a Singapore

Al di fuori dei confini italiani, gli esempi non mancano. In Norvegia, nella città di Ålesund, un progetto di ricerca ha dimostrato come un Digital Twin possa aiutare a pianificare la mobilità urbana simulando diversi scenari di traffico prima ancora di posare un solo metro di asfalto: è come giocare una partita a scacchi contro se stessi, provando mosse diverse finché non si trova quella giusta, senza però rischiare nulla nella realtà.

Singapore ha fatto un ulteriore salto, creando un gemello digitale dell’intera città per monitorare in tempo reale sviluppo urbano e infrastrutture. In questo modo i pianificatori possono testare l’impatto di una nuova linea di trasporto sul traffico prima di costruirla, riducendo congestione ed emissioni fin dalla fase di progetto. Il Regno Unito, dal canto suo, sta lavorando a un National Digital Twin capace di collegare tra loro le infrastrutture di tutto il paese, mentre Stati Uniti e Cina investono ogni anno cifre importanti nella digitalizzazione delle proprie reti stradali, segno che la strada intrapresa è ormai quella di tutti i grandi paesi industrializzati.

Perché conviene, in parole semplici

Il vantaggio più concreto di tutto questo non è la tecnologia in sé, ma quello che permette di evitare: chiusure improvvise di gallerie, cantieri d’emergenza, incidenti dovuti a un cedimento non individuato in tempo. Un Digital Twin ben fatto significa poter dire, con settimane o mesi di anticipo, “questo ponte avrà bisogno di manutenzione tra sei mesi”, invece di scoprirlo quando ormai è troppo tardi.