Il Bit del Mercoledì
Il sale, il ferro e l’indipendenza digitale dell’Europa
Cina, 119 a.C. L’Impero della Dinastia Han è all’apice della sua espansione, ma l’Imperatore Han Wudi ha un problema: la sicurezza della nazione non è nelle sue mani. Nonostante le legioni imperiali, il vero potere è detenuto da una ristretta cerchia di ricchissimi mercanti privati. Il loro segreto? Controllano due elementi banali ma vitali:il sale e il ferro.
Nell’antichità, il sale era l’unico modo per conservare il cibo, mentre il ferro era la base per costruire aratri agricoli e spade per l’esercito. L’Imperatore capì una cruda verità geopolitica: chi controlla gli strumenti di base, controlla lo Stato. La sua risposta fu drastica ma necessaria: istituì il monopolio statale su sale e ferro, togliendolo ai privati per garantire che l’infrastruttura vitale dell’Impero rispondesse solo agli interessi pubblici.
Facciamo un salto in avanti di oltre duemila anni e guardiamo all’Unione Europea di oggi. Sostituite il sale con idati e il ferro con il software, e vi accorgerete che ci troviamo esattamente nella stessa situazione.
I “mercanti” del XXI secolo
Oggi, l’infrastruttura su cui poggia l’intera Pubblica Amministrazione europea, i nostri ospedali, i tribunali e le grandi aziende, non è forgiata in Europa. Dipendiamo quasi totalmente da giganteschi “mercanti” d’oltreoceano: le Big Tech americane e le loro suite di produttività (come Microsoft 365 o Google Workspace).
Sono strumenti straordinariamente efficienti, certo. Ma proprio come i mercanti Han, rispondono a logiche private e, soprattutto, a leggi straniere (come ilCloud Act statunitense, che permette al governo USA di richiedere l’accesso ai dati ospitati su server di aziende americane, ovunque essi si trovino).
Avere un’economia digitale fiorente ma dipendere da software straniero per scrivere una legge, inviare una mail istituzionale o compilare un bilancio, significa costruire un castello su un terreno di proprietà altrui.
Office.UE: la nostra “legge sul ferro”
È qui che entra in gioco la vera importanza strategica di progetti comeOffice.UE e, più in generale, delle iniziative europee per una suite di produttività sovrana (basate su tecnologie aperte come Nextcloud, LibreOffice o piattaforme come dPhoenix in Germania).
Questi strumenti non nascono solo per competere commercialmente con i colossi di Redmond o Mountain View, ma rappresentano un atto di moderna sovranità statale. Adottare una soluzione “Office” europea ed open source significa riprendere il controllo del nostro “ferro”:
- Trasparenza del codice: Con il software Open Source, il codice è pubblico. Le nostre istituzioni possono ispezionarlo pietra per pietra, assicurandosi che non vi siano vulnerabilità nascoste o accessi non autorizzati.
- Giurisdizione dei dati: Il nostro “sale” (i dati sensibili dei cittadini europei) rimane confinato in data center soggetti unicamente al GDPR, al riparo da ingerenze geopolitiche esterne.
- Resilienza economica: I fondi pubblici spesi in licenze non prendono più il volo verso la Silicon Valley, ma nutrono un ecosistema di sviluppatori e aziende IT sul suolo europeo, creando competenze e posti di lavoro locali.
- Trasparenza del codice: Con il software Open Source, il codice è pubblico. Le nostre istituzioni possono ispezionarlo pietra per pietra, assicurandosi che non vi siano vulnerabilità nascoste o accessi non autorizzati.
- Giurisdizione dei dati: Il nostro “sale” (i dati sensibili dei cittadini europei) rimane confinato in data center soggetti unicamente al GDPR, al riparo da ingerenze geopolitiche esterne.
- Resilienza economica: I fondi pubblici spesi in licenze non prendono più il volo verso la Silicon Valley, ma nutrono un ecosistema di sviluppatori e aziende IT sul suolo europeo, creando competenze e posti di lavoro locali.
L’illusione della comodità
Il dibattito che seguì la decisione dell’Imperatore Han Wudi è passato alla storia come ilDiscorso sul sale e sul ferro. I critici dell’epoca sostenevano che lasciare fare ai mercanti privati fosse più comodo ed efficiente. Oggi sentiamo argomentazioni simili: “Perché faticare a migrare su un software europeo quando quelli americani sono già pronti e facili da usare?”.
La risposta è la stessa di duemila anni fa. La comodità a breve termine non può mai giustificare la cessione della propria indipendenza a lungo termine.
La transizione verso soluzioni come Office.UE richiederà tempo, formazione e un cambio di mentalità. Ma l’indipendenza digitale non è un vezzo protezionistico: è la condizione necessaria per sedersi al tavolo globale da protagonisti e non da clienti. Perché, oggi come nel 119 a.C., chi non possiede i propri strumenti, è destinato a essere governato da chi glieli affitta.





